La tecnologia semantica, l’ultimo miglio dell’informazione

Strutture in grado di esplorare le informazioni e di individuare i concetti
consentono di realizzare motori di ricerca intelligenti.

 

Probabilmente i nostri nipoti considereranno gli anni 2000 come la “99miles age”, il periodo in cui mancava sempre l’ultimo miglio. Il periodo in cui la potenza elaborativa dei computer aveva raggiunto il massimo ottenibile dalla tecnologia disponibile, la capacità di storage era praticamente illimitata e a un costo accessibile e la conoscenza, intesa come disponibilità di dati e informazioni, aveva raggiunto un livello di completezza inimmaginabile.
Allo stesso tempo cercheranno di capire come mai con tutti questi dati nessuno (o solamente qualcuno) fosse preoccupato di realizzare una struttura per analizzare e comprendere le informazioni.

La metafora è quella del bibliotecario: posso chiedere dove si trova il libro di Paul Auster, ma non posso pensare di ottenere informazioni semplicemente dichiarando che sono interessato a leggere autori che hanno esplorato le relazioni tra identità e linguaggio. A differenza dei bibliotecari umani i computer possono leggere tutti i testi e, nonostante questo, forniscono le stesse informazioni.

La tecnologia semantica si posiziona nell’ultimo miglio dell’informazione, quello della comprensione. Una comprensione che può risultare molto utile, ad esempio, per i poveri utenti, interni ad un’organizzazione o nel web, obbligati ad interloquire con quel bibliotecario che, diciamolo, sembra un po’ scemo.

Eppure quando Tim Berners Lee presentò il suo progetto al CERN aveva già le idee molto chiare “Il legame genitore-figlio diventa un limite nel momento in cui lo schema strutturale delle informazioni è invece ben più complesso. Nemmeno le keyword sono però un viatico percorribile, poiché occorre fare un passo ulteriore e più radicale”.

La tecnologia semantica permette di esplorare le informazioni e di individuare i concetti invece che le semplici parole e si compone di due elementi fondamentali: la capacità di una macchina di leggere un testo dal punto di vista sintattico e la possibilità di inserire i concetti chiave in una rete semantica. Ad esempio nella frase “cerco lavoro come fattore” il sistema comprende che il testo parla della ricerca di un’occupazione ed esclude automaticamente tutti i significati diversi di “fattore”, inteso in questo caso come “direttore di azienda agricola”.

Con questa tecnologia è quindi possibile:

• ottimizzare la ricerca documentale all’interno di un’organizzazione;
• gestire in modo automatico la corrispondenza all’interno di un Help Desk;
• analizzare, senza interventi umani, i CV ai fini del recruitment;
• monitorare la concorrenza sul web per i sistemi di e-commerce;
• ultimo, ma non meno importante, è il motore di ricerca intelligente per i portali aziendali e
istituzionali: su questo, in effetti, i nostri nipoti potrebbero farsi grosse risate.

 

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